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Musei
Le Gallerie dell'Accademia costituiscono una
splendida raccolta di pittura veneta dal sec. XIV al XVIII. Fra le
opere più importanti sono varie Madonne di G. Bellini, il ciclo
della Leggenda di S. Orsola di V. Carpaccio, dipinti del Mantegna,
di Piero della Francesca, Giorgione (La Tempesta), Tiziano,
Veronese, Tintoretto (Miracoli di S. Marco); inoltre di Paolo
Veneziano, Iacobello del Fiore, Cima da Conegliano, C. Tura, P.
Bordone, Palma il Vecchio, L. Lotto, G. B. Tiepolo, G. B. Piazzetta,
R. Carriera, ecc. Assai significativa anche la pinacoteca della
Fondazione Querini-Stampalia, con opere di Catarino, G. Bellini,
Palma il Vecchio, A. Schiavone, G. B. Tiepolo, P. Longhi, A. Longhi,
ecc. Il Museo Correr, che ha sede nell'ala napoleonica delle
Procuratie, conserva notevoli opere dei Bellini, di Carpaccio, C.
Tura, L. Lotto, Antonello da Messina e altri, oltre a bronzetti,
mobili, ceramiche dal sec. XIV al XVIII. Il Museo Archeologico vanta
notevoli sculture greche e romane e altro materiale, soprattutto di
età ellenistica. Degna di nota infine la Fondazione P. Guggenheim,
interessante raccolta di arte contemporanea, soprattutto delle
cosiddette "avanguardie storiche" della prima metà del
Novecento.
Istituti culturali
L'Archivio di Stato è uno dei
maggiori d'Italia e in assoluto del mondo per l'importanza delle sue
fonti storiche. Le due sezioni fondamentali sono quella degli
archivi antichi dello stato (fino al 1797) e quella degli archivi
moderni, dal governo democratico (1797-98) in poi. La Biblioteca
Marciana è trattata al lemma marciano.
Spettacolo
Il primo
spettacolo accertato è un'Annunciazione recitata davanti al doge nel
1267, ma anche prima dovevano esistere rappresentazioni sacre,
esibizioni di saltimbanchi e dialoghi di buffoni; poi, verso la fine
del Medioevo, celebrazioni delle solennità civili e inoltre cortei
carnevaleschi, abbattimenti, regate e altre manifestazioni a metà
tra spettacolo e sport. Nel sec. XV presero sviluppo anche le
momarie, pantomime a sfondo comico d'origine agreste che avevano in
città complesse elaborazioni spettacolari con musiche, danze,
elementi allegorici e che erano affidate alle Compagnie della Calza,
associazioni di nobili cui si dovettero nel Cinquecento anche i
primi saggi di teatro umanistico. Nel 1508 un decreto della Signoria
proibì tutte le "recite e rappresentazioni comiche o tragiche". Di
fatto però tale divieto fu inefficace e nei secoli successivi, sino
alla fine della Repubblica, vi fu un'intensa fioritura di teatri e
spettacoli, importanti sia dal punto di vista organizzativo sia
sotto l'aspetto artistico: i comici dell'Arte e i migliori
scenografi, il melodramma di C. Monteverdi, di F. Cavalli, di A.
Vivaldi, di B. Galuppi, i libretti di Zeno e di P. Metastasio, le
novità di C. Goldoni, C. Gozzi. Dal Teatro Vecchio di San Cassian,
aperto nel 1580 ca., a La Fenice, inaugurata nel 1792, passando per
i teatri dei SS. Giovanni e Paolo, di San Luca, di San Moisè, di
Sant'Angelo, di San Samuele ecc., moltissime, più che in ogni altra
città europea contemporanea, erano le sale in vivace e pittoresca
concorrenza tra loro.