Casa
del Miele, affittacamere rent rooms vicino Murano,
Bed and breakfast Venezia, bed
and breakfast in Venice della famiglia Giorgiutti
Lungo la laguna, in prossimità dell'Aeroporto
Marco Polo di Venezia e del Casinò municipale
di Ca' Noghera, a 15 minuti dal Centro
storico di Venezia
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bed and breakfast Venezia
Seimila
abitanti, settanta fabbriche, il grande canale, palazzi
e case a misura d'uomo, un'altra Venezia,
Murano e' da tempi lontanissimi l'isola
del vetro, industriosa e produttiva, ma anche
sbracata e levantina. Gente semplice, di laguna si mescola
al distratto e veloce turista di massa.Vecchi muranesi
col giornale e il leggerissimo sacchetto della spesa camminano
lentamente al sole o stanno seduti al caffe' di fronte
all'abside di San Donato.
Piu'
avanti, la barca della verdura con la bilancia appoggiata
sulla fondamenta, davanti ad un negozio tutto rosa di
inutili oggetti di vetro. Un ponte di ferro collega le
due sponde del canale; i giardini del malconcio Palazzo
da Mula sono invasi da grandi capannoni anneriti dal fumo,
ricordo recente di quando le fornaci erano ancora alimentate
a carbone.Gli incendi sono all'origine della migrazione
delle vetrerie a Murano, sancita nel
1291 da una legge del Maggior Consiglio quando, tranne
pochi monumenti, Venezia era ancora tutta di legno.Il
Canale dei Vetrai brulica sia di barche da trasporto cariche
di materie prime e di casse di prodotti finiti, sia di
barche cariche di visitatori che dilagano sulle due fondamenta
e che si dirigono ad ammirare il Faro, la poderosa torre
cilindrica in pietra d'Istria che per prima di lontano
ha illuminato elettricamente l'accesso al porto di San
Nicolo' del Lido. Secondo la tradizione,
le prime perle veneziane risalgono a Marco Polo.
Nel 1308 i fabbricanti di perle si riuniscono nell'Arte
dei Margaritieri e producono i cosi' detti paternostri,
dal primitivo uso delle perle per i rosari da esportare
in Terra Santa.Nel 1345 i bambini sono autorizzati a preparare
la canna di vetro, che poi viene tagliata per fare le
perle, e le donne a lavorarle e a formarne collane, le
inpiraresse, che adoperavano un pettine particolare. La
canna da vetro era preparata a Murano ma era lavorata
a Venezia, nella zona di San Francesco
della Vigna, dove ancor oggi esiste l'altare dellaScuola
dedicato a Sant'Antonio abate.
Le
conterie, fonte di ricchezza per Venezia, si affinano
e dilagano in tutto il mondo facendo concorrenza alle
pietre vere in preziosi gioielli.Alti e bassi nella produzione,
concorrenze continue e sleali, novita' accompagnano l'arte
delle conterie che nell'Ottocento, con l'avvento della
produzione industriale e della chimica, riprende fiato
rinnovandosi.
Nel 1898 tutte le imprese di questo settore si riiuniscono
nella Societa' Veneziana per l'Industria delle Conterie,
che realizza alcune delle costruzioni piu' rappresentative
dell'edilizia industriale di Murano.
La struttura piu' imponente e' il grande capannone, oggi
inutilizzato e in sfacelo, con diciotto forni a gas che
servivano ad arrotondare le perle.Nel 1902 mille addetti,
di cui 250 donne, producono 45.000 quintali di perle per
tutti i mercati. Le guerre, gli alti costi e ragioni contingenti
fanno fallire le conterie nel 1970. Oggi hanno ricominciato
a spedire perline colorate in tutto il mondo...Perle speciali
sono anche i ballottini un vetro che, fondendo, ingloba
i liquami radioattivi e raffreddandosi li solidifica permettendone
la manipolazione.Vi e' infine la Stazione Sperimentale
del Vetro che si poccupa dei problemi tecnici, il Consorzio
Venezia vetro che salvaguarda la produzione muranese e
il bellissimo Museo del Vetro, antico e moderno.
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